E SE AVESSE RAGIONE ALESSANDRO ALCIATO?

Ci aspettavamo un cambiamento, ma non in peggio. Sono passati appena due anni da quel treno del cambiamento che tanto auspicavamo, dopo l’addio di Giorgio Crescentini al termine di 32 anni – tra alti e bassi – di onorata carriera come presidente della FSGC. Quel treno, però, ha preferito prendere il binario che meno avremmo desiderato, diretto ad assecondare gli interessi di un movimento calcistico che si proclama internazionale, ma che dentro conserva e preserva il proprio carattere amatoriale, nella sua peggiore accezione.

Ci siamo sbilanciati – e lo abbiamo fatto con sincero ardore e sostegno – a favore della causa del San Marino Calcio, indegnamente costretto a sloggiare dalla Repubblica in nome di chissà quale interesse: preservare il campo in vista dell’Europeo Under 21 ci è parsa un’indegna scusa…

Ci siamo sbilanciati, e continuiamo a farlo, contro la nomina a commissario tecnico di Franco Varrella, ritenendolo non adeguato alla carica di allenatore della Nazionale: dieci anni di inattività si fanno sentire – eccome, se si sentono – e l’estraneità al tessuto nazionale si esplica in decisioni discutibili. A tal proposito: come mai Aldo Simoncini, secondo giocatore per numero di presenze tra quelli in attività, non è stato convocato in occasione degli ultimi impegni, nonostante stia dimostrando di essere ancora uno dei migliori giocatori militanti nel campionato sammarinese?

Non ci siamo sbilanciati, e non lo faremo, in merito alla querelle riguardante Alessandro Alciato e il suo mancato tesseramento con La Fiorita. La Brigata, d’altronde, non è espressione di nessuna società calcistica con sede nel territorio sammarinese, ma sincera e gioiosa esponente di un intero movimento. Eppure, da spettatori disinteressati, abbiamo continuato a seguire la diatriba intercorsa tra lui e Tura: inutile sottolineare chi abbia fatto la parte del leone e chi, al contrario, continui a professare una teoria del tutto inidonea alla crescita del sistema calcio a San Marino.

La domanda del titolo, in fondo, risulta al limite del retorico: il famoso giornalista di Sky sta smascherando tutte le assurdità dell’attuale presidenza, a nostro avviso ben lontana dai proclami della campagna elettorale. Alciato ha ragione da vendere quando solleva naturali dubbi sull’incompatibilità di Tura, Alciato ha ragione da vendere quando si chiede perché a San Marino regni, in una precisa sala della Casa del Calcio, un muro di omertà. Alciato, in ultima battuta, ha ragione da vendere quando si chiede per quale motivo Tura, dopo essere stato tra i fautori del mancato rinnovo del contratto in FSGC per Giampaolo Mazza, voglia delegittimare e punire l’ex allenatore della Nazionale.

Abbiamo avuto modo di conoscere Mazza prima dentro al campo da calcio, poi al di fuori dello stesso: fatichiamo a credere alle accuse poste nei suoi confronti. Ed è inutile chiedere, in questo caso, a chi vada tutto il nostro sostegno, convinti (e ne siamo certi) delle capacità di colui che ha seduto sulla panchina sammarinese per 15 anni. E, oggi più che nel 2017, siamo convinti che sarebbe stato lui l’uomo più adatto a rivestire la carica di presidente. Ma di quelle elezioni, preferiamo non parlare…

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