DISTRUZIONE MUTUA ASSICURATA

Tanto tuonò che piovve; anche se, sinceramente, sembrava che si stesse rasserenando.

Ma, all’improvviso, il tifone tropicale. Il Monsone.

E si era tutti senza ombrello, e nemmeno qualcuno che ne vendesse sotto ai portici.

Bando alle metafore. Sembrava che la querelle tra FSGC e San Marino Calcio dovesse risolversi in questi giorni, e l’intero mondo sportivo sammarinese era pronto a tirare il fatidico sospiro di sollievo (che, se l’accordo non avrebbe comunque eliminato le vecchie acredini tra le parti, perlomeno avrebbe migliorato d’un poco la situazione attuale) quando, con un colpo di scena, il tutto è crollato di botto: la FSGC non solo non ha accolto le richieste del San Marino Calcio, ma ha addirittura negato la disponibilità dello Stadium al club del Presidente Mancini e confermato la non affiliazione dei biancazzurri di Serravalle alla Federcalcio sammarinese. Tradotto: una pietra tombale per il San Marino Calcio il quale, non avendo uno stadio a disposizione, rischia di non avere i requisiti per l’iscrizione alla prossima Serie D italiana.

Poi i toni grossi della giusta replica di Mancini, e poi i toni ancora più grossi della lettera aperta di risposta della FSGC.

Ora, io ho sempre seguito una scuola di pensiero molto pratica: per me non esiste una verità assoluta; di conseguenza, in una diatriba non credo mai che uno abbia completamente ragione, né che uno possa avere completamente torto. Ma non sono qui per parteggiare per nessuno in particolare: non sono inserito completamente nel tessuto sammarinese e ogni mia elucubrazione potrebbe mostrare grossi difetti di forma… e di topiche ne ho già fatte abbastanza. Non vi offenderete se preferirò stare nel mezzo, con sguardo oggettivo. Di critiche ne ho già mosse numerose, nelle settimane scorse. Non sarà necessario ripetere i concetti.

Ritorniamo alle metafore. Anche a causa di una legge elettorale capestra, ma soprattutto per la caduta dei partiti tradizionali, l’Italia s’è ritrovata per 89 giorni dopo le elezioni con due partiti vincitori (ma sarebbe più corretto parlare di pareggio), da sempre diversi ed accumunati da un pensiero sanguigno, impulsivo, da toni forti. Due partiti antitetici, che non hanno mai mancato dio lanciarsi frecciate velenose negli anni passati. Ecco, dopo 89 giorni è stato trovato l’accordo tra le due parti, e il governo è riuscito a partire.

Il paragone con l’argomento di questo articolo è spietato: se a Lega e Cinque Stelle sono stati necessari “solo” 89 giorni per riuscire ad accordarsi, possibile che a San Marino non siano sufficienti anni per risolvere una volta per tutte i problemi tra FSGC e il club di Serravalle?

La conclusione è amara: no, ormai non basterebbero nemmeno alcuni secoli. Tira aria di guerra, e gli armamenti sono già stati mobilitati. L’appuntamento sul campo di battaglia è già stato definito, e gli ambasciatori richiamati. Ma si prospetta una guerra lampo, una di quelle che vengono risolte con il lancio simultaneo delle testate nucleari.

Ma il Principio della Distruzione Mutua Assicurata varrà anche qui, e quello che rimarranno saranno ombre di macerie, spettri nei ruderi, aria malsana.

E il mondo sportivo sammarinese troverà dentro di se il più grande Ground Zero mai visto. E senza un vincitore.

Solo sconfitta, solo distruzione. Solo pianto e stridore di denti.

FSGC, San Marino Calcio, fermatevi. Un accordo è ancora possibile, per il bene di tutti. Ve lo chiedono tuti. Ne hanno bisogno tutti.

Lascia un commento